La resistenza alle rapide variazioni di temperatura è particolarmente importante nel caso dei contenitori per prodotti farmaceutici o alimentari destinati ad essere riempiti con liquidi caldi/freddi (es. passata di pomodoro), o a subire cicli termici di pastorizzazione, sterilizzazione o freeze-drying (liofilizzazione), oppure per la stovigliera da cucina.
La prova per la determinazione della resistenza allo sbalzo termico viene eseguita immergendo completamente gli articoli vetrosi in vasche termostatate contenenti acqua calda (bagno caldo) oppure fredda (uno freddo), e spostandoli velocemente e ripetutamente dall’una all’altra secondo tempistiche prestabilite; maggiore il numero di cicli sopportati e/o maggiore la differenza di temperatura tra le due vasche necessaria a portare a rottura i campioni, maggiore la resistenza allo sbalzo termico degli articoli.
Regolando opportunamente le temperature e le tempistiche di prova, il test può essere eseguito in conformità con il metodo B della norma UNI 9303:1988 Contenitori di vetro. Prova di resistenza agli sbalzi di temperatura, oppure secondo le norme UNI EN ISO 7459:2004 Contenitori di Vetro. Resistenza e durata allo sbalzo termico, o ASTM C 149-86 Standard Test Methods for Thermal Shock Resistance of Glass Containers.
Nel caso di articoli in vetro borosilicato o che abbiano subito un trattamento di tempra, generalmente resistenti a differenze di temperature superiori a 90 °C, la prova viene eseguita secondo il metodo A della norma UNI 9303, che prevede l’utilizzo di una muffola in luogo del bagno caldo.